Schiavi del sesso. Sesso patologico, eccessi, dipendenza e tecnosex – Tonino Cantelmi e Emiliano Lambiase

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Dipendenza sessuale: un disturbo fantomatico, spesso utilizzato per giustificare comportamenti e condotte sessuali patologiche.
Se ne parla tanto, anche troppo e raramente in modo adeguato, nei film, nelle pubblicazioni, nei rotocalchi e, in assenza di una definizione scientifica condivisa sono difficilmente confrontabili teorie, statistiche e approcci terapeutici.
Scopo del libro è di riportare il focus sul piano scientifico, introducendo alla comprensione del disturbo da ipersessualità attraverso l’uso rigoroso di criteri scientifici chiari e tali da delineare l’estensione, la gravità e le modalità in cui tale patologia può manifestarsi.
Il disturbo da ipersessualità non è la positiva, piacevole e intensa sessualità e non va nemmeno confuso con la semplice alta frequenza di rapporti sessuali.
I soggetti affetti da tale disturbo hanno perso il controllo sulla propria capacità di scegliere, divenendo incapaci di gestire il proprio comportamento sessuale.
Il volume presenta le più recenti scoperte e proposte a livello di definizione, comprensione e terapia, mettendo a disposizione dei professionisti le conoscenze acquisite in anni di studio, ricerca e pratica clinica.
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Tecnoliquità 2015 – Intervento di Tonino Cantelmi

Era il 1997 quando i primi quattro casi italiani di pazienti affetti da dipendenza da internet vennero presentati da Cantelmi in un congresso di psichiatria a Roma.
Da lì l’esplorazione della mente umana e degli effetti su di essa dovuti alla rivoluzione tecnologica e digitale è confluita nel volume Tecnoliquidità e nel convegno del 2012. Il termine tecnoloquidità è un neologismo coniato dallo stesso Cantelmi per indicare “il nuovo scenario naturale che si staglia sullo sfondo dell’umanità postmoderna” e che segna una mutazione antropologica senza precedenti, quella che coinvolge i “nativi” e gli “immigrati” digitali, cittadini del mondo liquido postmoderno di baumaniana memoria e di quella che viene oggi definita “società incessante”.
Una società caratterizzata, secondo la definizione di Cantelmi, dall’abbraccio ineludibile tra il mondo liquido, così come annunciato da Z. Bauman, e la rivoluzione digitale, così come prevista da S. Jobs e da numerosi altri profeti.
Ma la società tecnoliquida è incessante, mutevole e incapace di staccare la spina. Proprio queste caratteristiche hanno spinto il Prof. Tonino Cantelmi a riflettere ancora sulla condizione odierna dell’essere umano e lo ha fatto con il supporto di esperti di diverse displine: il Prof. Giuseppe Marchetti Tricamo – direttore della rivista “Leggere:tutti”, giornalista, storico e docente della Sapienza, la Prof.ssa Marina D’Amato – sociologa e docente all’università Roma Tre, il Prof. Luigi Janiri – psichiatra e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla Lumsa di Roma, il Prof. Vincenzo Caretti – psicologo, psicoterapeuta e docente alla Lumsa di Roma e la Prof.ssa Maria Beatrice Toro – psicologa, psicoterapeuta e docente alla Lumsa di Roma. Ci sarà anche un spazio interattivo con la Twitter Discussion condotta dalla Prof.ssa. Michela Pensavalli e dalla dott.ssa Michela De Luca.

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Tecnoliquidità 2015. Dal robot umano al cane robot: generazione Y.

generazione-y

di Susanna Basile
A volte capita di passare per Roma e partecipare a un convegno (al Teatro Centrale in via Celsa 6, Largo Argentina) interessante, interattivo e istruttivo con tanto di aperitivo e spaghettata con vino siciliano doc.
“Tecnoliquidità 2015. La psicologia ai tempi della digitalmond” dove il liquido ovviamente è lo schermo a cristalli liquidi e la Tecno sta per gli “smartphoneipadiphonsamsungandroid” e quant’altro serve per comunicare in maniera virtuale.
Il 15 giugno dalle 18.30 alle 22.00 i Wifi erano fuori servizio e l’utilizzo dei metodi alternativi in auge in un teatro gremito da tanta gente: dagli addetti ai lavori agli studenti e alle persone che per una volta hanno deciso di uscire allo scoperto e incontrarsi, parlarsi e comunicare le proprie impressioni, i propri vizi e virtù sull’uso e abuso del digitale.
Il moderatore, il giornalista Giuseppe Marchetti Tricamo, i relatori, lo psichiatra Tonino Cantelmi, Vincenzo Caretti psicoterapeuta, Luigi Janiri psichiatra, Maria Beatrice Toro psicologa, Marina D’Amato sociologa, ci hanno raccontato dei legami affettivi su web che non hanno un off line e che ci forniscono un quadro di psicopatologia dei nuovi scenari evolutivi, dove il sesto potere dell’homo technologicus la fa da padrone o da schiavo visto che è in arrivo il compagno ideale: il robot umano da compagnia.
Ci illustrano con video shock quale sarà il nostro futuro già in atto alle prese con il Tor project, il lato oscuro della rete, la tecno-perversione online grooming Cyber-stalking, cioè la psicopatologia del molestatore assillante che avvia sui vari social networks una serie di strategie degni di un serial killer.
Senza parlare dei nuovi Human Robot Interaction Social, robot da compagnia gli HRI che indubbiamente scateneranno sindromi da cyber attaccamento affettivo.
E che dire della nuova “gratificazione social” che ha superato anche la fruizione del porno su web: il reward parla di se e non legge le cose degli altri, crea e progetta un’esperienza per come la si condividerà su web, caratteristica della nuova generazione Y individuata per tutti i nati dal 2000 in poi.
Tra l’altro la quantità di condivisioni e di like influiscono (come da dimostrazioni scientifiche monitorate) sull’aumento della dopamina, ormone della gratificazione e felicità meglio degli psicofarmaci: e quando nessuno ci condivide o ci mette i like? La depressione profonda!
Il non esistere su web creerà nuovi circuiti di solitudine anafettiva.
Ma niente paura se il narcisismo allo stato puro è quello che ci rende ectoplasmi con bisogno d’amore infinito in grado di immaginarci vibrazioni di messaggi inesistenti, la nostra ultima spiaggia resterà sempre il favoloso cane robot prossimamente in vendita nei migliori negozi di animali virtuali.
E per non essere degli asocial network abbiamo pure avuto una Twitter Discussion con Michela Pensavalli e Michela de Luca.
Un’ultima raccomandazione se avete dei figli di generazione Y; non tentate di emularli e fatevi insegnare quello che già scorre nelle loro vene e che compone il loro DNA. È vero che il contatto non può sostituire un robot ma fate in modo che il vostro contatto sia diverso da quello virtuale e portateli a fare una bella passeggiata.
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