Aggressori e aggrediti: una realtà sociale

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di Luisa Novorio

Avezzano – Il Centro Antiviolenza della Croce Rossa Italiana di Avezzano, grazie al coordinamento della dott.ssa Annamaria Morgante, ha organizzato il 2° convegno dibattito sulla tematica che da giorni imperversa, indistintamente su tutte le testate giornalistiche, nazionali e locali: la violenza.
Alla ribalta di cronaca tanti omicidi le cui vittime sono prevalentemente donne. Madri, figlie, sorelle, e poco importa se di diversa etnia o prostitute, donne. Per molti, forse in base alla statistica ricercata in web, questo non è molto rilevante in quanto il numero di omicidi che vedono coinvolti gli uomini sono di gran lunga superiori. Forse però non viene ricordato che gli uomini spesso si ammazzano tra di loro per sporco interesse, droga, regolamento di conti, appartenenza alla malavita organizzata o per la propria supremazia sul branco.

La donna viene uccisa per un subdolo potere di supremazia e senso di proprietà che manifesta palesemente la repressione dell’uomo. Per fortuna se ne parla, e se ne deve parlare, come è avvenuto nella platea del Teatro dei Marsi, se ne parla ai giovani, che sono coloro i quali diventeranno gli uomini e le donne di domani, e -ancora per fortuna- vogliono capire cosa vuol dire violenza, e come proteggersi nell’eventualità di subirla. Non per questo viene effettuata una manipolazione su di loro. Manipolazione del giovane è da parte di quei genitori, vedi il caso di bullismo ultimamente accaduto tra ragazzini che hanno pesantemente malmenato un coetaneo portatore di handicap, che alla punizione inflitta ai propri figli, hanno tranquillamente dichiarato ” Eccessiva punizione, una ragazzata”. Genitori permissivi e superficiali. Meglio sapere che ignorare.

Come detto sopra, una platea piena dei giovani studenti degli Istituti Superiori di Avezzano. Discorsi di relatori altamente professionali che hanno saputo porgere con semplicità i dati scientifici e le spiegazioni inerenti alle tematiche el convegno.

La Prof.ssa Maria Teresa Letta Vice-Presidente Nazionale della CRI , ha dato il saluto ai presenti ad inizio dei lavori, ma ha sentitamente ringraziato, alla fine, i giovanissimi per la loro partecipazione. Non altrettanto entusiasta lo è stata, in sede privata, con i 33 sindaci della Marsica da lei invitati e mai arrivati. Delusione per la mancanza soprattutto del Sindaco Testa di Tagliacozzo. Apprezzamento comunque verso il sindaco di Avezzano che quanto meno ha inviato, in sua rappresentanza,  Gianfranco Gallese.
Argomenti importanti e sensibili.   Il Prof Tonino Cantelmi -psichiatra e psicoterapeuta-direttore SCINT e IFO Roma dichiara: “Questa è un’epoca straordinaria, con una tecnologia di avanguardia, condividiamo tutto su FB, e su qualche altro social network ma fondamentalmente siamo più soli. In questa solitudine albergano tante nostre insicurezze. Direi che bisogna ricostruire la possibilità di stare insieme, incontrarsi parlare reciprocamente, questo per avere un antidoto contro la violenza. I genitori di oggi sono genitori piuttosto buoni, accudenti, affettuosi, ma incapaci di fare i genitori, di trasmettere il senso della vita. La violenza tra bambini, il bullismo è una delle violenze più crudeli, ed è l’interrogativo che ci stiamo ponendo, come mai tanti bambini aggrediscono altri bambini, come adulti dobbiamo avere la capacità di captare questo fenomeno e di intervenire”.
La dott.ssa Michela Pensavalli -psicologa e psicoterapeuta-coordinatrice ITCI  sottolinea:  “Le dipendenze affettive come tossicodipendenza? In alcuni casi sì, si verifica quando una persona tende a sbilanciarsi personalmente a carico della sua vita e a suo danno, si disconnette dai propri bisogni, dalle proprie pulsioni, è incapace di riconoscere i sentimenti personali a livello di sentimenti vissuti nella coppia, allora possiamo parlare di amore patologico, cuore dipendente. I dipendenti affettivi sono persone che si escludono progressivamente da una vita sociale ed anche dalla vita familiare, sono persone che presentano sintomi anche di ansia, di angoscia, di depressione e quindi sul piano esponenziale si impoveriscono sempre di più. Sono persone che hanno un investimento grandioso ed esagerato nella relazione di coppia, che vivono questa con un vissuto di grande fusionalità, simbiosi e quindi morbosità. Sono persone che rappresentano il rapporto a due come unica fonte di benessere escludendo qualsiasi altro tipo di relazione fruttifera nella loro vita. Il sentimento ed il vissuto dell’idea ossessiva è qualcosa che va molto in sintonia con il concetto di amore, e di dedizione totale all’altro, i dipendenti affettivi si autogiustificano dicendo che è un amare, che però è un amare grande, completo e si nascondono dietro questa illusione per mascherare una condotta che è assolutamente patogena, chi è accanto a loro ha una visione maggiore dei comportamenti ossessivi e quindi può appoggiare la persona dipendente a chiedere un consulto ed un aiuto”.
La Dott.ssa Maria Monteleone -Procuratore aggiunto della della Repubblica di Roma- durante il suo intervento ha sottolineato che si giunge a commettere reato non solo per la mancanza di amore, ma anche per mancanza di amicizia questa la spiegazione: “Purtroppo in questi ultimi anni si è assistito sempre di più al coinvolgimento dei minori nei processi penali, minori molto spesso come autori dei reati, ma anche come vittime, soprattutto come vittime, di comportamenti criminosi molto spesso commessi e condotti nell’interno della famiglia e talvolta anche nei rapporti all’interno delle scuole, delle palestre, e con i loro coetanei. In merito alle novità all’interno della legge 119 da parte del legislatore, questi i punti innovativi: “I più importanti sono quelli che mirano a tutelare in maniera concreta la vittima di determinate tipologie criminose, mi riferiscono per esempio alla novità importantissima secondo la quale nell’ipotesi in cui si debba procedere, non solo ad applicare una misura cautelare nei confronti dell’autore di violenza ma anche a modificare o revocare le misure cautelari applicate, la vittima deve avere la possibilità di interloquire, la vittima ed il suo difensore possono rappresentare al giudice eventuali esigenze contrarie e possono ovviamente essere ascoltate e sentite di modo che, il giudice possa tenere conto delle esigenze della vittima nel momento in cui dovesse valutare la necessità o l’opportunità di modificare le misure cautelari. Mi permetto di dire che probabilmente se questa norma fosse esistita nel mese di giugno o luglio,, il pedofilo, nei confronti del quale è stata revocata la misura, non avrbbe mai potuto liberamente scegliere di andare ad abitare nel piano superiore a quello della piccola vittima, cosi come ora fa”.
L’ Avv. Giancarlo Paris – consulente legale della FIGC e Vice Presidente Associazione “Giuristi Cattolici” espone il concetto di famiglia “Il concetto di famiglia è problematico da indentificare in questa nostra epoca. Alla famiglia tradizionale alla certificazione di stato civile, o con funzione religiosa, si sostituiscono altre forme, come il concetto di convivenza, ormai abbastanza consolidato. Un esempio finalizzato alla difficoltà procedurale è con la rappresentazione di una cassetta della frutta. Essa è lì davanti ed ognuno quando ha necessità, preleva il frutto che ritiene di prendere in quel momento, collegando così alla norma giuridica che sposa il caso concreto e viceversa; quindi se si compie un reato al reato corrisponde una norma, pertanto sembrerebbe semplice prendere la norma che va a individuare quel reato e dare la sanzione conseguente, invece non sempre è così quando questa norma riguarda l’ambito familiareLe situazioni sono più complesse e di difficile indentificazione proprio perchè sono complessi i problemi all’interno della famiglia, e la norma che si può pensare di applicare, ad esempio sulla violenza, va studiata in ordine alla sociologia e quindi all’aspetto interiore del rapporto tra famiglia ed individuo, quale componente della famiglia, ma anche tra famiglia, individuo e società. L’interpretazione della norma sarà molto più difficile che non l’apprensione sic et sempliciter della norma. L’effetto famiglia spugna fa riferimento al fatto che c’è interessenza tra la famiglia e la società esterna. La famiglia ha la capacità di prendere i segnali dati dalla società ed interiorizzarli per poi proiettarli con tranquillità all’esterno, tutto quello che c’è di buono, mentre quando questo non avviene, e se tutti i segnali, maggiormente quelli deleteri, vengono presi dai componenti del nucleo, o da uno o da più di essi, e vengono interiorizzati nella famiglia, diventano una zavorra, un peso che può determinare un assorbimento eccessivo. La famiglia recepisce le varie problematiche, le involve e quindi si determina un trauma con la dissoluzione del rapporto”.
Il tenente CC Racis Francesca Lauria, ha dettagliatamente puntualizzato le problematiche dello stalking, e come difendersi dallo stalker, non reagendo alla perseguzione. Ha fornito inoltre il numero di utilità della Presidenza del Consiglio a cui rivolgersi per trovare il centro di ascolto più vicino: il 1522.
Emozionante il momento artistico offerto dagli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Laura Comi Etoile su coreografie di Gerardo Porcelluzzi, 1° ballerino del Teatro dell’Opera di Roma.

 

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Tradimento virtuale o reale? – Tonino Cantelmi

Roma, 29 Ottobre 2013 (Zenit.org) Tonino Cantelmi 

Gli uomini e le donne che si incontrano on line intrecciano spesso relazioni percepite come autentiche e coinvolgenti. Spesso più di quelle vissute nella realtà

Vorrei definire le caratteristiche dei legami virtuali infedeli e dimostrare che l’infedeltà on line, anche quando rimane confinata al mondo virtuale, può essere altrettanto consistente, proprio come quella reale. I rapporti con gli altri sono sempre più veloci e superficiali e spesso non vanno oltre il semplice apprezzamento dell’aspetto esteriore; nella vita reale ciò che attrae è il corpo, un gesto o uno sguardo. Nell’incontro virtuale tutte le regole cambiano “si comunica dentro una bolla d’aria e si abita in un non luogo”, tutto è concesso e tutto è possibile.

Le persone a volte entrano nelle chatline o nei social network per gioco e curiosità, ma anche e soprattutto per solitudine e noia del quotidiano. Internet, in questo senso, da la possibilità di sperimentare se stessi senza limiti e restrizioni e quindi di provare emozioni forti ed estreme che diventano la misura del nostro esistere (sensation seeking). C’è la voglia di cercare qualcosa di nuovo e di migliore rispetto a ciò che si ha: nella vita reale chi ama davvero non può evitare di mettere in gioco interamente se stesso, ma questo ci getta in una condizione di vulnerabilità e dipendenza dall’altro che narcisisticamente facciamo difficoltà ad accettare e preferiamo quindi mantenerci sulla superficie dei rapporti.

L’individuo postmoderno digitale con un semplice click può passare velocemente e senza problemi dall’ “online” all’ “offline” e può scegliere di rappresentare se stesso in modo molto diverso da quello che è, di raccontare emozioni che non vive, e inoltre può costruire dell’altro una immagine fai-da-te: c’è “il sogno” di qualcun altro. È proprio questo il narcisismo digitale tipico dell’incontro online: ciò che si cerca nella relazione affettiva non è più l’altro, ma attraverso la manipolazione dell’altro, la realizzazione di se stessi.

Questi fenomeni, unitamente al tema della “velocità”, sono alla base della profonda crisi della relazione interpersonale, che sempre più acquista modalità “liquide”, indefinite, instabili e provvisorie. In questo senso la tecnomediazione della relazione (chat, blog, sms, social network) offre all’uomo del III millennio una risposta formidabile e affascinante: alla relazione si sostituisce la “connessione”, che costituisce la nuova privilegiata forma di relazione interpersonale. È fluida, consente espressioni narcisistiche di sé, esalta l’“emotivismo”, è provvisoria, liquida e senza garanzie di durata, è ambigua e indefinita: la connessione (cioè l’insieme della tecnomediazione della relazione grazie alla tecnologia digitale) è dunque la più straordinaria ed efficace forma di relazione per l’uomo “liquido”.

Alcuni si chiedono se invece il bisogno di realizzarsi nell’altro sia così insito nella natura umana ma così difficile nel mondo reale che alcune persone potrebbero avere la necessità di entrare nel virtuale per riuscire a mostrare quella parte di sé, la più vera ed intima, che nella vita di tutti i giorni rimane nascosta. La ricerca d’intimità è un aspetto importante di quello che definiamo ora legame virtuale. La protezione dello schermo permette di abbassare la soglia del pudore e gli individui riescono a svelare loro stessi, si sentono vicini e si sostengono; si raggiunge così un livello così profondo di intimità in tempi irrealisticamente rapidissimi con effetti sconosciuti.

Paradossalmente si è più visti se si è nascosti dietro un video, e la sicurezza dello schermo permette ai cyberinterlocutori di esprimersi i modi più spontanei, sinceri, veri, reali di quelli possibili nella realtà. I sentimenti di condivisione dei più intimi segreti, di accettazione e di fiducia reciproca, la sensazione di supporto emozionale risultano facilitati, accelerati, grazie allo pseudo-anonimato che consente la libera espressione di sé, l’affrancamento dalle inibizioni e dai vincoli presenti nella vita quotidiana rendendo meno pericolosa e minacciosa la scoperta di sé nella relazione.

L’intimità viene vissuta con molta più facilità in rete, probabilmente perché si avverte che c’è meno da perdere scoprendosi nella relazione virtuale e c’è una maggiore possibilità di controllo della relazione stessa. L’amore in chat è un amore percepito, da chi lo vive, come vero, reale, profondo, dove il virtuale è solo il peculiare scenario su cui si articola e prende forma la relazione. E quindi chi nella vita reale è impegnato affettivamente, compie un tradimento se instaura una relazione online? Possiamo parlare di infedeltà virtuale?

Consideriamo adulterio non tanto il desiderare o ammirare le persone che si incontrano abitualmente nella vita, ma l’affinità profonda tra le persone che si incontrano, si ricercano, si ritrovano, si raccontano narrando i sentimenti più profondi. Si può quindi considerare tradimento quello virtuale, anche quello che non arriva mai ad un incontro reale proprio per il grado di intensità e di intimità che esso raggiunge, ma anche per l’aspetto di segretezza del quale è contaminato. La persona sente di investire molto nella relazione virtuale tanto da sentirsi in colpa e da volerla tenere nascosta, come se fosse una seconda vita.

Attualmente sono molte le persone che vedono cambiato il partner per un amore virtuale. Infatti la realtà virtuale si intreccia con quella quotidiana interferendo nella stessa in modo così imponente da cambiare l’assetto cognitivo ed emotivo della persona che la vive.

Riassumendo, le caratteristiche del “legame virtuale”, nel tradimento on line, sono le seguenti: intimità (a volte profondissima, anche se con perfetti sconosciuti); velocità nel coinvolgimento; capacità di suscitare emozioni forti; narcisismo digitale; ambiguità; capacità di interferire con il reale (il traditore on line vede il partner reale come poco interessante e via via perde interesse per la relazione reale che ha in corso); segretezza; erotizzazione.

Tutte queste caratteristiche ne determinano la straordinaria capacità di modificare il vissuto reale, anche quando il tradimento on line rimane confinato nel mondo virtuale, e di manifestare al soggetto la vulnerabilità del legame con il partner reale. Inoltre occorre considerare che le persone che tendono ad instaurare legami virtuali, esprimono in questi comportamenti bisogni e fragilità personali che rimandano ad una sostanziale immaturità affettiva e che spingono a ricercare alternativi paradisi affettivi telematici.

In altri termini se il legame virtuale tra due persone presenta le caratteristiche che ho delineato sopra, a mio parere l’infedeltà virtuale è del tutto rapportabile a quella reale: anzi, a volte, è più reale e coinvolgente di un tradimento vissuto nel mondo extradigitale.

***

Bibliografia

Cantelmi T., Carpino V. (2005), Tradimento on line, Franco Angeli Editore

Glattauer D. (2010),Le ho mai raccontato nel vento del nord, Feltrinelli Editore

Cantelmi T. (2013), Tecnoliquidità, Edizioni San Paolo, 2013

[Fonte: Punto Famiglia, settembre-ottobre 2013, pp.38-39]

(29 Ottobre 2013) © Innovative Media Inc.

 

Aggressori e aggrediti: la violenza nell’era post-moderna e tecnoliquida- Convegno Avezzano 30 ottobre 2013

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Nel convegno “Aggressori e aggrediti: la violenza nell’era post-moderna e tecnoliquida” organizzato dal Centro Antiviolenza CRI Avezzano,  che si terrà mercoledì 30 ottobre dalle ore 9.00 al Teatro dei Marsi, verranno presentate le nuove patologie sociali, le novità legislative sulla lotta alla violenza in genere, e sullo stalking, le conseguenze a breve e lungo termine sul bambino battuto. Dopo il saluto della prof.ssa Maria Teresa Letta Vice Presidente Naz.le CRI, la dott.ssa Annamaria Morgante coordinatrice del Centro Antiviolenza di Avezzano– affronterà il complesso  tema del “Il lavoro sul campo”.

Tanti gli argomenti, tanti i professionisti che si susseguiranno sul palco: il prof. Tonino Cantelmi psichiatra e psicoterapeuta direttore scientifico SCINT e dir IFO Romadott.ssa Michela Pensavalli –psicologa e psicoterapeuta-, prof. Federigo Vigevano primario UOC  Bambin Gesù di Roma, avv. Giancarlo Paris civilista e penalista-d.ssa Maria Monteleone procuratore aggiunto della repubblica di RomaTen. CC Racis Francesca Lauria.

Un intermezzo/riflessione artistico “Dal buio alla luce”, , verrà offerto dal primo ballerino Ariston Sanremo Marcello Algeri

La partecipazione al Convegno è gratuita.

L’iscrizione può essere effettuata per email a:  centroantiviolenzacriaz@gmail.com entro e non oltre  il 27 c.m.

Il corso attribuisce 4,8 crediti ECM.

 

Un altro grande successo di Psicologi Protagonisti

Nella giornata di mercoledi 23 ottobre, presso la sede dell’Ordine degli Psicologi del Lazio è stato presentato il Servizio di Primo Soccorso Psicologico (www.primosoccorsopsicologico.it).

La giornata di presentazione ha visto la partecipazione di numerosissime persone tra studenti, rappresentati di associazioni e psicologi. Un grazie particolare all’Ordine degli Psicologi del Lazio che ha messo a disposizione gratuitamente gli spazi per accogliere i partecipanti all’evento.

Il Servizio di Primo Soccorso Psicologico è stato realizzato grazie all’intraprendenza degli psicologi dell’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale in collaborazione con Psicologi Protagonisti. L’iniziativa è patrocinata da Roma Capitale. Il Prof. Tonino Cantelmi svolge l’attività di supervisione del Servizio.

Il servizio è in grado di sostenere le urgenze psicologiche, di fornire supporto e aiuto efficace. Dopo l’accoglienza telefonica sono previsti due successivi incontri gratuiti (su appuntamento) in cui verrà svolto un assessment del caso con una prima riformulazione del problema, momento in cui il paziente prende consapevolezza del proprio disagio.
Il numero telefonico da contattare per usufruire del servizio è 0694800484 .

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Nuovi e vecchi media: usarli senza ‘farsi usare’ – Tonino Cantelmi

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«Dalla rotativa al tablet» è il titolo del corso di educazione ai vecchi e nuovi media in programma a Sansepolcro da questo giovedì 24 ottobre presso l’Istituto tecnico commerciale in via Piero della Francesca. Promosso dall’Associazione Massimo Canosci, dall’Istituto superiore di scienze religiose Beato Gregorio X, dall’Azione cattolica della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, dal Liceo Città di Piero, dal Museo e Biblioteca comunale di Sansepolcro, dal settimanale Toscana Oggi e dall’emittente Tsd, il corso è indirizzato a un gruppo di liceali dai 15 ai 17 anni e si articola in lezioni teoriche e pratiche con l’uso di apparati didattici. Tra i relatori esperti di comunicazione, di vecchi e nuovi media: dal giornale, alla radio, alla tv a internet.

«L’iniziativa – spiega Daniela Donati, presidente dell’Associazione Massimo Canosci – rispecchia gli obiettivi che la nostra realtà si prefigge: formazione e crescita di persone consapevoli, costruzione del valore di cittadinanza attiva attraverso esperienze di vita reale declinate in ambiti diversi. Il corso, abbozzato un anno e mezzo fa da Massimo Canosci, è stato proposto oggi dall’Associazione anche al fine di mantenere vivo e attuale il patrimonio morale di Massimo, espressione di una vita animata da profonda spiritualità cristiana, del suo appassionato impegno per l’educazione della persona nella prospettiva dello sviluppo integrale di relazioni sociali responsabili».

Il corso, che è coordinato dal direttore di Toscana Oggi e Tsd, Andrea Fagioli, vedrà intervenire nel primo incontro introduttivo Franco Vaccari, psicologo della comunicazione, fondatore e presidente di Rondine – Cittadella della pace, con il contributo di Francesco Santioli, responsabile comunicazione di Rondine.
All’interno del corso anche due incontri-intervista aperti al pubblico: il primo il 14 novembre, sul tema «L’informazione. Dalla carta al digitale», con Benedetta Tobagi, giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica, consigliere d’amministrazione della Rai; il secondo (allargato in particolare agli insegnanti), è in programma a febbraio e prevede un colloquio con Tonino Cantelmi, psicoterapeuta, docente alla Gregoriana e alla Lumsa di Roma, sul tema «Il web. Crescere con la Rete (aspetti psicologici ed etici); insegnare nell’epoca dei social network».

Giovedì 24 ottobre 2013 ore 18-20
Il perché dell’iniziativa
Andrea Fagioli, direttore di Toscana Oggi e di Tsd, coordinatore del corso

Leggere i mass media
Franco Vaccari, psicologo della comunicazione e presidente di Rondine – Cittadella della pace
Il processo della comunicazione
Francesco Santioli, responsabile comunicazione di Rondine – Cittadella della pace

Giovedì 31 ottobre 2013 ore 18-20
La comunicazione a mezzo stampa. Il giornale e i suoi lettori
Andrea Fagioli

L’informazione radiofonica, dai gr ai format
Luigi Cobisi, segretario generale del Comitato Italradio

Giovedì 7 novembre 2013 ore 18-20
Come 60 anni di tv hanno cambiato l’Italia
Giovanni Paolo Fontana, RaiStoria

Il giornalismo televisivo
Daniele Morini, giornalista e autore televisivo

Giovedì 14 novembre 2013 ore 18-20
L’informazione. Dalla carta al digitale
Incontro-intervista con Benedetta Tobagi, giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica, consigliere d’amministrazione della Rai

Giovedì 23 gennaio 2014 ore 18-20
La rivoluzione comunicativa del XX secolo
Esercitazione: Come navigare in internet
Enrico Bocci, informatico

Giovedì 30 gennaio 2014 ore 18-20
Giornali e giornalismo on line. La multimedialità
Claudio Turrini, webmaster di Toscana oggi On Line

Seguire un evento attraverso la tv, il sito internet e i social network
Lorenzo Canali, giornalista di Tsd

Giovedì 6 febbraio 2014 ore 18-20
La web tv
Giancarlo Polenghi, direttore di Sipario Tv

La scuola. L’esperienza di un canale formativo
Anselmo Grotti, dirigente scolastico

Giovedì 13 febbraio 2014
Il web. Crescere con la Rete (aspetti psicologici ed etici); insegnare nell’epoca dei social network
Tonino Cantelmi, psicoterapeuta, docente alla Gregoriana e alla Lumsa di Roma

“CRISI PSICOLOGICA E NETWORKS SOLIDALI: UN MODELLO D’INTERVENTO PER ROMA CAPITALE”

L’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale offre un servizio gratuito di primo soccorso psicologico che nasce dall’esigenza di fornire nella città di Roma una risposta solidale ed immediata al disagio psicologico nelle sue acuzie.
Il Servizio di Primo Soccorso Psicologico, attivo già dal 1° settembre 2013, verrà ufficialmente presentato nel corso di un Workshop dal titolo: Crisi psicologica e networks solidali: un modello d’intervento per Roma Capitale.

Il Prof. Tonino Cantelmi svolge l’attività di supervisione del Servizio.

L’iniziativa è patrocinata da Roma Capitale.

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“CRISI PSICOLOGICA E NETWORKS SOLIDALI:
UN MODELLO D’INTERVENTO PER ROMA CAPITALE”

Roma 23 ottobre 2013 h. 9.00

Sede: Ordine degli Psicologi del Lazio
Via del Conservatorio 91 – 00186 Roma

PROGRAMMA

h. 9,00 Prof. Tonino Cantelmi
“Città e relazioni nella Postmodernità urbana: networks solidali e networks tecno liquidi

h. 9,30 Dott.ssa Roberta Bucci – Dott. Andrea Marino
“Il SPSP, il volto solidale di Roma Capitale: un servizio gratuito per il disagio psichico nelleacuzie”.

Presentazione dello Staff

h. 10,00 TAVOLA ROTONDA: Modera: M. Pensavalli (ITCI)
– R. Di Biagi (Ordine dei Medici)
– M. Coratti (Roma Capitale)
– E. Lambiase (ITCI E Coordinatore SPSP)

h 11,00 DIBATTITO

La partecipazione al convegno è gratuita previa iscrizione all’indirizzo mail: spsproma@libero.it

Info: http://www.primosoccorsopsicologico.it

L’evento è Patrocinato da Roma Capitale

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Con la Collaborazione di:  

                                              LOGO_ITCI_CURVEPSICOLOGI PROTAGONISTI

Bulli nella rete – Intervista Michela Pensavalli – SkyTg24

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La dottoressa Michela Pensavalli, intervistata da Helga Cossu di SkyTg24, affronta il tema del bullismo e del cyberbullismo.
Dopo gli ultimi fatti di cronaca accaduti in Italia e nel mondo, è utile e fondamentale rendere comprensibili i meccanismi di questo pericoloso fenomeno che si sta sviluppando sempre di più tra i giovani di oggi.
L’intervista spiega in particolare chi è un bullo, come si comporta e come agisce e attraverso i consigli degli esperti, viene suggerita la modalità di intervento in situazioni di bullismo che possono essere vissuti in prima persona o per capire come aiutare chi la sta vivendo.

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